IL MANTENIMENTO

L’ottica di questa fase è la prevenzione: una volta che abbiamo risolto un problema non vogliamo che questo torni, e quindi è opportuno con una cadenza molto distanziata fare un trattamento per riequilibrare il corpo e prevenire l’insorgenza dello stesso o di nuovi dolori.
Il mantenimento può essere fatto a distanza di 1, 2, 3 o più mesi, in funzione della problematica per cui il pazienti si è rivolto a me, dalla sue età, dal suo stile di vita e dalla eventuale presenza di patologie croniche.
Tutti devono fare il mantenimento? La risposta è NO.
Nessuno è obbligato, è un semplice consiglio nell’ottica di far perdurare lo stato di benessere acquisito.
Se vieni da me per una distorsione di caviglia, una volta risolto il problema non ha senso che ti faccia tornare ogni tanto per controllare la caviglia. Avrai il materiale che ti avrò fornito per continuare a rinforzarla e continuare con la tua attività senza problemi.
Se vuoi puoi tornare lo stesso dopo qualche mese per un check generale.
Molte persone sane, sportive e non, scelgono di tornare da me ogni tanto per farsi controllare. Questo però ha senso solo se ti dico di venire dopo qualche mese.
Se invece hai un’artrosi importante, o una patologia viscerale cronica come un colon irritabile o un’endometriosi, allora ti suggerirò di tornare ogni mese o mese e mezzo per tenere sotto controllo la situazione ed evitare di tornare alla fase acuta del dolore, che soprattutto nelle patologie viscerali non è piacevole.

Riassumendo: fare un mantenimento non significa essermi legato a vita, ma controllare periodicamente lo stato di salute del tuo corpo.


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