TRATTAMENTO

La seduta di trattamento inizia con la valutazione del corpo del paziente: questa prima fase si chiama ESAME OBIETTIVO.

La valutazione sarà relativa a come il paziente si atteggia nello spazio, la sua postura,  come si muove, quali sono le difficoltà create dal sintomo e quali sono le zone che si relazionano ad esso.

Si passa poi all’esecuzione dei test utili a discriminare le cause del problema: oltre a quelli di natura osteopatica, che valutano le capacità funzionali del paziente, si eseguono anche quelli ortopedici e neurologici se necessari, così da inviare eventualmente il paziente allo specialista di riferimento se il problema non compete all’osteopata.

Al termine della valutazione si passa al TRATTAMENTO vero e proprio.

Il mio approccio prevede tecniche strutturali, viscerali, fasciali e cranio-sacrali, che vengono applicate a seconda della natura del problema.

Nel mio trattamento ho poi unito altre metodiche per raggiungere risultati sempre migliori.

Quante sedute mi servono?

E’ una delle domande più frequenti, dettata prima di tutto dal voler eliminare il dolore e in seconda battuta per valutare l’impegno economico necessario.

Non è possibile, e nemmeno corretto teorizzare un numero di sedute in cui ci sarà sicuramente efficacia, ma posso dirti che normalmente occorrono 3-5 sedute da cadenzare a distanze diverse per ottenere i risultati sperati.

La velocità di risposta al trattamento dipende da vari fattori, di cui parlerò tra poco.

Solo in casi eccezionali particolarmente gravi o complessi si eccede questo numero.

Io non sono un terapista da “almeno 10 sedute”, non credo in questa metodica come spiego bene qui.

 

Da cosa dipende la velocità di risposta al trattamento?

Ogni persona è diversa, sembra un’ovvietà ma è davvero così: non esistono trattamenti uguali così come non esistono persone uguali.

Prima di tutto dipende dal problema: ci sono problemi più gravi e meno gravi, e questo influisce sulla velocità di risposta.

Dobbiamo poi considerare da quanto tempo è presente un problema: se ho un dolore cronico che mi porto dietro da anni perché “tanto poi passa”, e non è passato, dovrò considerare che il mio corpo avrà messo in atto svariati meccanismi di compenso per mantenere la situazione su questo livello; di conseguenza, si è instaurato un processo prolungato di memoria dolorosa, che andrà interrotto e riprogrammato. II trattamento sarà più complesso e quindi più lungo.

L’età del paziente va tenuta in considerazione. Per quanto io creda e resti meravigliato dalle capacità di recupero del corpo umano anche in età avanzata, devo ammettere che le persone anziane hanno una velocità di risposta minore, proprio perché le capacità energetiche del corpo sono ridotte e di conseguenza le sue possibilità di adattamento.

Lo stato di salute generale del paziente è un altro importantissimo fattore di cui tenere conto.

Una persona negativa, sovrappeso, stressata, con un pessimo stato umorale, spirituale e psicologico avrà minori capacità di recupero di una persona positiva, propositiva, che si alimenta bene e si prende cura di se stessa.

La risposta del primo soggetto sarà più lenta, ma ci sarà comunque. Molto dipenderà anche dal rapporto con il terapista, che dovrà essere abile oltre che nel trattamento, nel dare i giusti consigli e i giusti strumenti al paziente (e qui ti rimando al mio sistema OsteoFit).

Una volta risolto il problema il paziente entra nella fase di mantenimento, che potrai approfondire qui.


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